Le spiagge e il mare più bello della Sicilia Occidentale

  • La costa occidentale della è tutta un alternarsi di sabbia e roccia: arena finissima e chiara da a , dove comincia il di scoglio, in località , ancora a Marsala, Sciacca, Eraclea Minoa e di nuovo scogliere e arenili fino a , la punta estrema della Orientale. Sul litorale sud di Sferracavallo, borgo di ex-pescatori a pochi chilometri da , si trova un classico esempio di reef corallino, una banchina calcarea spesso a pelo d’acqua, risultato dell’ammasso di piccoli organismi che si sono cementati fra loro costituendo un unico tratto di scogli. Dopo Sferracavallo appare l’isolotto delle Femmine, a 300 metri dalla costa. Sormontato da una torre di avvistamento cinquecentesca, oggi è una riserva naturale creata per tutelare i numerosi uccelli che fanno tappa li in vari periodi dell’anno e le 145 specie di vegetali che la popolano. Rocce rosse venate di bianco caratterizzano il paesaggio di Cala Rossa, nei pressi di Terrasini, mentre un’altra scogliera bianca, dominata dai resti di un torrione di guardia, si incontra nella zona di , riserva naturale gestita dal Wwf, con una ricca vegetazione spontanea e rari esemplari di palma nana.
    A un’ora di automobile da inizia il Golfo di Castellammare che custodisce, in un’area tra e , la prima riserva naturale siciliana, Lo Zingaro, di rara e integra bellezza. All’altezza di Trapani la costa comincia ad abbassarsi nelle saline di Mozia, fino a diventare tipicamente mediterranea, uniforme e sabbiosa. La costa meridionale, tra Sciacca e Gela, potrebbe essere una delle più affascinanti della . Poco sviluppata, è costellata di , porti minori e località turistiche ancora poco conosciute. La ricchezza di questo litorale è rappresentata dagli splendidi monumenti archeologici che vi si possono ammirare: dalla Valle dei Templi di Agrigento ai resti della colonia ellenica di Eraclea Minoa. Infine, l’ultimo tratto sud Occidentale, da Gela a , offre una serie di località balneari minori, ma non meno suggestive, e antichi siti archeologici intervallati da ampie . Il ridiventa profondo e cristallino mentre l’entroterra nasconde, nella zona dell’altopiano ibleo e anche del Ragusano, nude colline e profonde valli con abitazioni rupestri scavate nella roccia e che sono state abitate dal periodo neolitico fino a pochi anni fa.

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