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Lo dicono le previsioni: anche quest’anno, nove milioni di italiani partiranno per le vacanze di Natale. Un bel business. Chi vuole sfruttarlo subito può diventare personal traveller. Esattamente come il più conosciuto personal shopper, questa figura ha il compito di seguire passo passo il cliente che vuole organizzare un viaggio e proporgli un pacchetto su misura. In Inghilterra e negli Stati Uniti, il numero di personal traveller ha addirittura superato quello delle agenzie di viaggi. I margini di guadagni sono buoni e non ci sono i costi di gestione di un’agenzia: si può lavorare da casa appoggiandosi ai tour operator e ai loro corrispondenti nel
mondo.
In Italia. Nel nostro Paese c’è la società CartOrange (telefono 0258321772, www.cartorange.com) che
coordina una rete di consulenti per viaggiare sparsi su tutto il territorio. A loro chiede un’età superiore ai 25 anni, la capacità di stare a contatto con il pubblico e buone conoscenze di marketing. In cambio di un investimento di 1.200 euro offre corsi di formazione in aula e on line. In più, permette loro di aggiornarsi viaggiando a costi vantaggiosi. In fase di avvio si stipula un contratto di prestazione occasionale. Ai consulenti viene garantita la possibilità di vendere pacchetti viaggio, l’assistenza sul campo e la tecnologia per gestire richieste e prenotazioni. La retribuzione è a provvigione. Per dare un’idea su un pacchetto di 1.000 euro si possono guadagnare da 20 a 140 euro, a seconda dei servizi proposti. Se si superano i 5.000 euro lordi l’anno, occorre aprire una posizione Iva.
All’estero. Chi sa le lingue, conta di trascorrere un periodo in America e vuole intraprendere questa strada, può fare riferimento all’Outside Sales Support Network (www.ossn.com). Ai suoi 5.800 iscritti la società assicura corsi di training on line, materiale didattico, un sito in prova, i codici d’accesso per prenotare con le compagnie aeree e i tour operatore viaggi di formazione nel mondo. Le quote di iscrizione partono da 155 dollari