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Stiamo parlando di una delle malattie più brutte e diffuse degli ultimi anni, in Italia ci sono oltre 300.000 persone colpite dal Morbo di e si pensa che possano nei prossimi 15/20 anni potreanno raddoppiare. Non è solo una malattia tipica solo della terza età, quasi 100.000 malati hanno meno di 50 anni. La malattia prende il nome dal medico inglese James , che pubblicò la prima descrizione dettagliata nel suo trattato An Essay on the Shaking Palsy nel 1817. La malattia di Parkinson viene quasi sempre definita come morbo di ParkinsonParkinsonparkinsonismo idiopaticoparkinsonismo primariosindrome ipocinetica rigida o paralisi agitante ed è una malattia neurodegenerativa.

parkinson

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Alcuni pazienti famosi, come l’attore Michael J. Fox, il pugile Muhammad Ali, Papa Giovanni Paolo II, il cantautore Bruno Lauzi, hanno fatto crescere la consapevolezza della malattia nella società.  Sono tantissime le associazioni che stanno sostenendo la ricerca sulla malattia con la speranza di rendere sempre meno difficile il percorso terapeutico.

Una curiosità , sembrerebbe che il consumo di caffè protegga dal morbo di Parkinson. Uno studio lungo 30 anni avrebbe infatti dimostrato che, chi beve grandi quantità di caffè corra un rischio 5 volte inferiore rispetto a chi invece non lo beve mai o quasi..incredibile ma è vero

Ma cosa è il morbo di Parkinson? Come si manifesta? Esistono delle cure? Si può prevenire?

Il morbo di Parkinson appartiene al gruppo di condizioni patologiche che provocano disturbi di movimento.

Le persone con uno o più parenti stretti che hanno il morbo di Parkinson hanno un aumentato rischio di contrarre anch’essi la malattia, ma il rischio totale è soltanto dal 2 al 5 % esclusi i casi con una nota mutazione genetica per la malattia. Si stima che dal 15 al 25% di malati ha un parente stretto con la stessa malattia. La forte ereditarietà familiare del gene cromosoma 4 è la prima evidenza che un’alterazione genica da sola può portare a sviluppare il morbo di Parkinson.

Recenti studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra l’esposizione a fattori inquinanti, quali pesticidi e metalli pesanti, e la comparsa del Parkinson.

 

I quattro principali sintomi del morbo di Parkinson sono:

  • tremito, tremore nelle mani, nelle braccia, nelle gambe, alla mascella o alla testa. È fra i sintomi classici della malattia, quello che tutti ricordano perché fra i più visibili, ma in realtà non è il più significativo: il 30% dei pazienti infatti non ne soffre.Di solito si rende più evidente a livello delle mani, spesso da un solo lato. E’ tipicamente presente a riposo, cioè quando ad esempio le mani sono abbandonate in grembo, mentre scompare quando si compie un movimento, come alzare un bicchiere o prendere in mano un libro. Possono tremare anche i piedi, anche in questo caso in modo più evidente da un lato.
  • instabilità di posizione, o mancanza di equilibrio. L’instabilità di posizione,o equilibrio indebolito, causa ai pazienti un alto rischio di caduta. Le persone affette potrebbero anche sviluppare una posizione curva nella quale la testa è chinata e le spalle sono calate.
  • bradicinesia, ossia la lentezza nei movimenti , al pari del tremore, la caratteristica lentezza di movimenti rappresenta uno dei sintomi più importanti e fastidiosi per i pazienti, che spesso riferiscono debolezza muscolaredifficoltà nell’esecuzione di movimenti quotidiani (per esempio, infilare un maglione), uniti alla sensazione di essere impacciati, insicuri e di stancarsi più facilmente.In questo ambito, i pazienti rilevano inizialmente difficoltà nei movimenti fini, come abbottonarsi il colletto della camicia.È anche riportata una maggior difficoltà nel condurre movimenti con la velocità abituale, come se il braccio o la gamba fossero “legati” e rigidi, e il corpo avvolto da una coperta bagnata, pesante.
  • rigidità degli arti e al tronco. Nel morbo di Parkinson la rigidità si avverte quando , in risposta ai segnali dal cervello, il delicato equilibrio muscolare è disturbato. I muscoli rimangono costantemente tesi e contratti, cosicché la persone avverte dolore o si sente irrigidita e debole. La rigidità diventa evidente quando un’altra persona cerca di muovere il braccio del paziente,che si muoverà solo con movimenti a scatti o brevi.

Ma esistono anche altri campanelli d’allarme che non hanno a che fare con i disturbi del movimento e che potrebbero precedere la malattia di molti anni

  • Depressione
  • Insonnia
  • Stipsi
  • Iposmia
  • Ipotensione Ortostatica

Ad oggi purtroppo non esiste ancora un test in grado di identificare chiaramente la presenza del morbo di Parkinson.

Col progredire della malattia il tremore che colpisce la maggior parte dei pazienti con il morbo di Parkinson potrebbe iniziare a interferire con le attività quotidiane: i malati potrebbero non essere più in grado di tenere utensili fermi o potrebbero rendersi conto che il tremolio rende difficile la lettura di un giornale.

morbo-di-parkinson

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La rigidità colpisce l’89-99% dei pazienti; la bradicinesia il 77-98% dei casi e disturbi dell’equlibrio il 37% degli individui colpiti. Infine, il 72-75% dei pazienti inizialmente presenta l’esordio della malattia solo da un lato, anche questa caratteristica tipica della malattia. Vi sono perciò diverse forme di Parkinson, alcune presentano tutti i sintomi cardinali, in altre, invece, è presente solo il tremore o l’acinesia e la rigidità.

Nel caso in cui il malato di morbo di Parkinson non venga sottoposto ad alcun tipo di trattamento, la progressione della malattia continuo fino ad invalidare molto i pazienti

Non tutti quelli che presentano uno o più di questi sintomi ha il morbo di Parkinson, poiché questi sintomi a volte si presentano anche in altre malattie.

Molti altri sintomi potrebbero accompagnare il morbo di Parkinson. Alcuni lievi altri più invalidanti: la maggior parte può essere curata con farmaci o con fisioterapia, ma nessuno può predire quali sintomi colpiranno un singolo paziente e con quale intensità. Ricordiamo fra gli altri:

  • Depressione. Questo è un problema comune e può manifestarsi presto nel corso nel corso della malattia, persino prima che vengano notati gli altri sintomi. Per fortuna la depressione di solito può essere curata con successo con antidepressivi.
  • Sbalzi di umore. Alcune persone con il morbo di Parkinson diventano paurosi e insicuri. Forse hanno paura di non riuscire a far fronte alla nuova situazione. Non vogliono viaggiare , andare alle feste, o socializzare con gli amici. Alcuni perdono motivazione e diventano dipendenti dai loro familiari, altri possono diventare irritabili o pessimisti.
  • Difficoltà nell’inghiottire e nel masticare. I muscoli usati per masticare potrebbero funzionare in maniera meno efficiente negli ultimi stadi della malattia. In questi casi cibo e saliva potrebbero accumularsi nella bocca e tornare indietro nella gola, causando soffocamento o bave. Questi problemi potrebbero anche rendere difficile un’adeguata alimentazione. I logopedisti, gli ergoterapeuti e i dietisti spesso possono essere d’aiuto per questi problemi.
  • Cambiamenti nel linguaggio. Circa la metà di tutti i pazienti hanno problemi di linguaggio. Potrebbero parlare troppo piano o in tono monotono, esitare prima di parlare, pronunciare in modo confuso o ripetere le parole, parlare troppo velocememte. Un logopedista potrebbe riuscire ad aiutare i pazienti a ridurre alcuni di questi problemi.
  • Problemi urinari o di stitichezza. In alcuni pazienti i problemi alla vescica e all’intestino possono manifestarsi a causa dell’irregolare funzionamento del sistema nervoso, che è responsabile della regolazione dell’attività dei muscoli interessati. Alcune persone potrebbero diventare incontinenti, mentre altre potrebbero avere dei disturbi urinando. Altri potrebbero avere problemi di stitichezza perchè l’apparato intestinale funziona più lentamente. La stitichezza può anche essere causata dall’inattività, scarsa alimentazione o bevendo pochi liquidi. I farmaci usati per curare il morbo di Parkinson possono anche essere d’aiuto per la stitichezza. Può anche essere un problema persistente e, in rari casi, può essere abbastanza grave da richiedere il ricovero in ospedale.
  • Problemi alla pelle. Con il morbo di Parkinson è comune per la pelle del viso diventare grassa, specialmente sulla fronte e sul naso. Anche il cuoio capelluto potrebbe diventare grasso, facendo quindi comparire forfora. In altri casi la pelle potrebbe diventare molto secca. Questi problemi sono anche causati da un irregolare funzionamento del sistema nervoso autonomo. Le cure standard per i problemi della pelle possono essere d’aiuto. L’eccessiva sudorazione, un altro comune sintomo, è di solito controllabile con i farmaci usati per il morbo di Parkinson.
  • Problemi del sonno. I problemi del sonno, comuni con il morbo di Parkinson, includono difficoltà a mantenere il sonno di notte, sonno agitato, incubi e sogni emotivi, sonnolenza o improvviso sonno durante il giorno.
  • Demenza o altri problemi cognitivi. Alcune persone, ma non tutte, con il morbo di Parkinson potrebbero sviluppare problemi di memoria e pensiero lento. In alcuni di questi casi i problemi cognitivi si aggravano portando ad una condizione chiamata demenza di Parkinson nel tardo corso della malattia. Questa demenza potrebbe colpire la memoria, la capacità si giudizio sociale, linguaggio, ragionamento o altre abilità mentali. Attualmente non esiste un metodo per fermare la demenza di Parkinson, ma si ipotizza che un farmaco chiamato rivastigmina potrebbe ridurre leggermente i sintomi comportamentali in alcune persone con demenza di Parkinson.
  • Ipotensione ortostatica. L’ipotensione ortostatica è un improvviso calo della pressione sanguigna quando una persona si alza in piedi da una posizione distesa causando vertigini e, in casi estremi, perdita di equilibrio o svenimento. Alcuni studi hanno suggerito che, nel morbo di Parkinson, questo problema deriva da una perdita delle terminazioni nervose nel sistema nervoso simpatico che controlla la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e altre funzioni automatiche del corpo. I farmaci usati per curare il morbo di Parkinson potrebbero essere d’aiuto per questi sintomi.
  • Crampi ai muscoli e distonia. La rigidità e la mancanza del normale movimento associate al morbo di Parkinson spesso causano crampi ai muscoli, soprattutto alle gambe e alle dita dei piedi. Massaggi, stretching, calore potrebbero essere d’aiuto per questi crampi. Il morbo di Parkinson può anche essere associato a distonia, ossia prolungate contrazioni dei muscoli che causano posizioni forzate o distorte. La distonia nel morbo di Parkinson è spesso causata da oscillazioni del livello di dopamina nel corpo. Di solito può essere alleviata o ridotta regolando le dosi di farmaci della persona.
  • Dolore. Molte persone con il morbo di Parkinson sviluppano dolore ai muscoli e alle articolazioni a causa della rigidità e posizioni anormali spesso associate alla malattia. La cura con levodopa ed altri farmaci dopaminergici (che mimano l’azione della dopamina) spesso allevia questi dolori per un periodo. Nelle persone con il morbo di Parkinson potrebbe anche manifestarsi dolore dovuto alla compressione delle radici nervose o spasmi dei muscoli relativi a distonia. In rari casi possono sviluppare inspiegabile bruciore e sensazioni di dolore acuto. Questo tipo di dolore, chiamato dolore neuropatico, ha origine nel cervello. I farmaci dopaminergici, gli oppiacei, gli antidepressivi e altri tipi di farmaci possono essere tutti usati per questo tipo di dolore.
  • Stanchezza e perdita di energia. Le insolite esigenze di vita con il morbo di Parkinson spesso portano a problemi di stanchezza, soprattutto verso la fine della giornata. La stanchezza potrebbe essere associata a depressione o a disordini del sonno, ma potrebbe essere anche causata da stress dei muscoli o da un’eccessiva attività quando la persona si sente bene. La stanchezza potrebbe anche essere causata da acinesia, ossia disturbi nelle fasi iniziali o avanzate di un movimento. Esercizio, buone abitudini di sonno, restare attivi mentalmente e non sforzarsi nel fare troppe attività in poco tempo potrebbero aiutare ad alleviare la stanchezza.
  • Disfunzione sessuale. Il morbo di Parkinson spesso causa disfunzioni erettili a causa dei suoi effetti sui segnali dei nervi dal cervello o a causa di una scarsa circolazione del sangue. La depressione relativa al morbo di Parkinson o l’uso di antidepressivi potrebbe anche causare un ridotto impulso sessuale e altri problemi, peraltro spesso curabili.

Diagnosi del Morbo di Parkinson

La diagnosi è essenzialmente clinica, ossia si basa sull’osservazione dei sintomi del paziente, infatti non esiste ancora un biomarker che evidenzi la presenza della malattia.

Vengono poi effettuati anche alcuni esami per confermare la diagnosi, quali la risonanza magnetica, per escludere la presenza di un tumore benigno, la scintigrafia cerebrale, che controlla il livello della dopamina, la spect cardiaca e la pet.

Recentemente sono stati scoperti marcatori specifici nella saliva consentono di individuare la presenza del morbo di Parkinson prima che si sviluppino i sintomi.

Altri strumenti diangnostici possono aiutare il medico nella diagnosi: le microscopiche strutture del cervello chiamate corpi si Lewy che possono essere viste solo nel corso di un’autopsia , sono considerate come un segno caratteristico classico del Parkinson. Le autopsie hanno scoperto i corpi di Lewy in un sorprendente numero di persone più vecchie senza che gli sia stato diagnosticato il morbo di Parkinson.

Terapie e Cura del Morbo di Parkinson

Purtroppo ancora non esistono farmaci in grado di curare o prevenire il morbo di Parkinson, anche se con la magnetoterapia si stanno facendo grandi passi avanti ottenendo ottimi risultati sui pazienti trattati.

La malattia di Parkinson causa una carenza di dopamina: verrebbe automatico pensare che la somministrazione di questo neurotrasmettitore possa consentire di superare il problema, ma non è così:

morbo-di-parkinson-sintomi

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non è possibile far arrivare dopamina pura somministrata sotto forma di farmaco al cervello perché non supera la barriera emato-encefalica; al posto della dopamina è possibile assumere la L-DOPA, che è il precursore della dopamina, e che è in grado di attraversare questa barriera e giungere perciò al cervello, dove esercita la propria attività terapeutica.

Oltre alle tradizionali cure farmacologiche di tipo neuroprotettivo, i centri di ricerca più affidabili si stanno orientando sempre più verso strategie che vedono protagoniste, come accade per altre malattie degenerative del sistema nervoso centrale, le cellule staminalinel tentativo di intervenire nella rigenerazione delle cellule cerebrali compromesse. A tal proposito abbiamo conoscenze dirette di nuove terapie, molto avanzate,  in grado di restituire ottimi risultati sui casi trattati rispetto alle normali terapie.

Vita sana e attiva , uno stile di vita corretto e un’adeguato esercizio fisico consentono di gestire al meglio la malattia di Parkinson.

Studi clinici hanno recentemente dimostrato come l’esercizio fisico, supportato con terapie di riabilitazione mirate, pur non potendo modificare l’avanzamento della malattia consentono di migliorare la sintomatologia e le capacità funzionali nel Parkinson, anche rallentando il decadimento fisico; tali terapie parkinson, necessitano di costanza nel tempo per poter essere efficaci.

La magnetoterapia sta dando grandissimi risultati nel supporto alla e cura del morbo di Parkinson, di questo ne parleremo molto presto con un ampio approfondimento.

Morbo di Parkinson – sintomi diagnosi e cura