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È la più grande scuola di marineria d’Italia e la più importante del Mediterraneo. Tutti infatti la conoscono come l’. Quindi, verrebbe da dire, è nelle condizioni ideali per stare tranquilla, procedere serenamente nel suo tran tran di affermata signora poco più che quarantenne. Invece no. Un comportamento del genere non è per nulla compatibile con il dna del Centro velico Caprera (Cvc) che, da quando è nato nel 1967, non ha mai smesso di inventarsi qualcosa di nuovo. È il prezzo che paga e ha pagato per mantenersi giovane e fedele a una tradizione di grande successo, che ha già conquistato più di ottantamila affezionati allievi. Quella, detta in sintesi e con uno slogan, di “scuola di vela e di vita”, dove s’impara ad affrontare il mare in modo semplice, diretto e aggiornato ai tempi. Per questo nelle basi navali del Cvc, tanto a Caprera come a Lerici, la vita è organizzata sul modello di quella di bordo e richiede capacità di adattamento e di convivenza. Doti indispensabili, assieme all’entusiasmo. Astenersi perditempo. Per tutti gli altri sono disponibili una ventina di insegnamenti su derive, cabinati e catamarani ai livelli iniziazione, perfezionamento e piena padronanza. E per i più sportivi c’è una delle principali novità della scuola: il corso high performance della durata di sette giorni, che si tiene a Caprera su imbarcazioni J80. Risponde alle esigenze di chi intende la vela soprattutto come prestazione atletica e molto meno come mezzo per raggiungere baie isolate dove nuotare in solitaria. Hp ha infatti l’obiettivo di formare timonieri ed equipaggi in grado di condurre un’imbarcazione decisamente veloce, richiede una buona forma atletica e la piena padronanza della tecnica di base.